Metropolis

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Madeleine Vionnet

Madeleine Vionnet fonda nel 1912 una casa di moda che diverrà una delle più famose di Francia. Inventa e perfeziona una tecnica costruttiva dei modelli che si basa sull'uso della stoffa in sbieco, permettendo la realizzazione di abiti dalle forme scivolate e aderenti, ma morbide e danzanti che diventeranno tipiche degli anni 20 e 30.

Frange e drappeggi amplificano ogni movimento, piccoli strascichi e stole aggiungono grazia, ricami e perline danno preziosità e tocchi di luce.

Fritz Lang - Metropolis

Proiettato per la prima volta il 10 gennaio del 1927, questo film di Fritz Lang, capolavoro del cinema espressionista, è stato riconosciuto nel tempo come uno dei capostipiti del filone della  fantascienza sociologica.

Oltre che per le tematiche e le elegantissime scenografie, oggetto di innumerevoli citazioni successive, il film sorprende per la figura della donna robot, Bel, che anche se appare per pochi istanti, detta la fortuna e l'impronta immaginifica dell'intera pellicola altrimenti pesantemente retorica e penalizzata dalla recitazione mimicamente esasperata, tipica dei film muti.

Il girato fu soggetto a numerose vicessitudini e in effetti non esiste un montaggio definitivo ma diverse versioni di volta in volta accorciate o integrate con il materiale fortuitamente ritrovato.

Nel 1984 Giorgio Moroder ne proporrà un adattamento ricolorato, caratterizzato da una colonna sonora decisamente rock, in cui compare anche il brano "Love kills" dei Queen. Curiosamente il gruppo usò alcuni spezzoni del film nella realizzazione del videoclip di un altro brano: Radio Gaga.

E' del 2008 il ritrovamento, presso un collezionista, di una bobina considerata pressoché integrale e attualmente in custodia presso la fondazione Friedrich Wilhelm Murnau.

Affascinati debitori di questo film  sono, tra gli altri, Ridley Scott in Blade Runner, con le figure dei replicanti indistiguibili dagli esseri umani, i personaggi di Rachel e Eldon Tyrell che fanno eco a quelli di Maria e del padre del protagonista, gli interni anni trenta in cui i due si aggirano e il panorama che il costruttore scruta dalle vetrate della sua torre, ottenuto, come in Metropolis dalla somma di skyline esistenti e immaginati, ma anche George Lucas, che in Star Wars, fà del suo androide C3P0, una versione maschile e petulante della silenziosa Bel.

La marcia inebetita e meccanica delle squadra al cambio di turno e la scena dell'operaio costretto a girare le lancette di quello che sembra un orologio che consuma la vita stessa in turni e ritmi da catena di montaggio, torna ciclicamente in videoclip e film fino ai giorni nostri, come nel recente Kyashan, altro androide ma della storia dell'animazione, diretto nel 2004 da Kazuaki Kiriya o in Übers Ende der Welt dei Tokio Hotel del 2007

L'omonimo film di animazione del 2001 girato da Rintarō, e basato su un manga del 1949 di Osamu Tezuka che con il film condivide alcune delle tematiche tra cui la schiavitù e il rapporto tra l'uomo e la macchina, ne è un vero e proprio omaggio.

 

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