lunedì 23 dicembre 2013

Today's Tint - Rosa Tiepolo

rosa tiepolo

Tiepolo - Il ritrovamento di Mosè - dettaglio

Un rosa settecentesco ed intenso, inseparabile dai riflessi della seta, perennemente illuminato da bagliori di perle. Tenero e lucido come solo l'interno di certe conchiglie sanno esserlo, e ad esse imparentato anche nella consistenza, liquida e cangiante. Insospettabile testimone del tramutarsi dell'oscurità in luce, effimero come l'istante prima del sorgere del sole.

Frivolo, nel suo voler farsi leggero, più leggero, anzi vaporoso. Determinato nel voler vestire angeli e ninfe, troppo insolente per essere femminile. Sofisticato nel suo essere dichiaratamente artificioso.

Lontano dall'oro, dal verde pallido e dagli incarnati opulenti di una Venezia immaginaria e orientale, avvizzisce di colpo e non sopravvive.


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Carta e colore condividono tratti del proprio destino, non solo per essere spesso l'una il supporto dell'altro ma, sopratutto, per essersi trasformati da materie preziose, le cui ricette e metodologie di produzione erano coperte da segreto ed oggetto di continua ricerca, a presenze quotidiane e sovrabbondanti, declinati in un numero infinito di tonalità e finiture.

La forma attuale della carta, come risultato della lavorazione della cellulosa, compare solo molto tempo dopo la sua invenzione, succede alla sua produzione industriale ed è relativamente recente. Se le prime macchine per la produzione della carta infatti compaiono alla fine del 700, è solo dal 1840 che si afferma il metodo di estrazione della fibra dalla pasta di legno - largamente reperibile. Fino ad allora si utilizzavano fibre tessili derivanti dagli scarti di varie lavorazioni.

Una nuova forma di nostalgia, dopo l'assidua ricerca della superficie più lisca e più bianca, si ispira ora ai segni delle lavorazioni a mano, mentre la ricerca di sempre nuovi campi di applicazione si ispira alla pelle, ai tessuti e ai metalli, per sconfinare sulle pareti, nelle installazioni, nelle vetrine e nelle architetture...


PUBBLICATO DA: nagajna

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Rigenerata dal Fuorisalone…
riparto da uno dei miei argomenti preferiti: il colore.

Una presenza talmente costante e irrinunciabile della nostra esistenza, che a volte non ci rendiamo conto di quanto possa essere difficile parlarne..

Vediamo per confronto. Con altri colori e con il ricordo che ne abbiamo. Nessun colore è assoluto e la sua percezione cambia profondamente a seconda del contesto, dello sfondo e della luce.

I molti casi semplifichiamo le differenze, in molti altri le accentuiamo a seconda di cosa ha per noi la maggiore importanza in quel momento. In natura la variazione di colore porta con sè informazioni preziose - acerbo, maturo, pericoloso, commestibile, avariato - che rimangono latenti anche quando quel colore non è più associato allo stesso contesto. Un verde chiaro e brillante viene inconsiamente letto come giovane, fresco, trasferendo di fatto quella caratteristica dal colore all'oggetto che ne viene "vestito ". Riconosciamo come bianco una gamma di colori che vanno dal bianco ottico fino a sfiorare il beige, senza farci neanche trarre troppo in inganno dall'eventuale tono dato dalla penombra, dalla luce di un tramonto o dal riflesso di una parete colorata, eppure il tessuto di un abito da sposa diventa immediatamente - troppo o troppo poco - candido, ghiaccio, panna, avorio, burro, crema ...

Anche i nomi che troviamo per i colori sono convenzionali e variabili. Quelli che definiamo lavanda, melanzana, cipria, fragola, formano nella nostra mente una tavolozza piuttosto precisa che però messa a confronto con gli orginali riserva non poche sorprese; a volte poi gli stessi nomi mutano di significato a seconda della cultura e del passare del tempo...

Solo recentemente si è passati dai nomi ai codici.
Tutto risolto allora? Tutto catalogato? Non proprio.

Ci ritorneremo, ma per ora vi lascio alle parole di chi più di ogni altro si è imposto nella ricerca di una soluzione alla comunicazione del colore: Pantone.




venerdì 02 settembre 2011

Il colore di questo autunno? L'azzurro

Settembre comincia con un fragoroso temporale...e un nuovo colore di tendenza. Tavoli, sedie e lampade quest'autunno si vestono di una sfumatura pallida di azzurro, che sembra trarre ispirazione dalle uova di pettirosso. Dal tavolo Shadow di Vincent Van Duysen per DePadova, alle riedizioni in questo colore di modelli di sedute Vitra e lampade Louis Poulsen. L'avevamo già intuito a giugno, ma le pagine delle riviste al ritorno dalle vacanze, ce ne hanno dato conferma.

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