Carta e colore condividono tratti del proprio destino, non solo per essere spesso l'una il supporto dell'altro ma, sopratutto, per essersi trasformati da materie preziose, le cui ricette e metodologie di produzione erano coperte da segreto ed oggetto di continua ricerca, a presenze quotidiane e sovrabbondanti, declinati in un numero infinito di tonalità e finiture.

La forma attuale della carta, come risultato della lavorazione della cellulosa, compare solo molto tempo dopo la sua invenzione, succede alla sua produzione industriale ed è relativamente recente. Se le prime macchine per la produzione della carta infatti compaiono alla fine del 700, è solo dal 1840 che si afferma il metodo di estrazione della fibra dalla pasta di legno - largamente reperibile. Fino ad allora si utilizzavano fibre tessili derivanti dagli scarti di varie lavorazioni.

Una nuova forma di nostalgia, dopo l'assidua ricerca della superficie più lisca e più bianca, si ispira ora ai segni delle lavorazioni a mano, mentre la ricerca di sempre nuovi campi di applicazione si ispira alla pelle, ai tessuti e ai metalli, per sconfinare sulle pareti, nelle installazioni, nelle vetrine e nelle architetture...


PUBBLICATO DA: nagajna

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Per un bambino è un gioco, per un artista o un progettista il luogo dove appuntare le proprie idee, per uno scrittore un vuoto da riempire.

Per tutti, anche se in modo diverso e con profondità variabili, uno specchio opaco che raccoglie i nostri pensieri - parole o immagini che siano - permettendoci di guardarli dal di fuori, di capirli meglio, di scegliere se conservarli oppure allontanarli definitivamente, appalottolandoli e gettandoli via. Anche quando si tratta della lista della spesa.

C'è la carta sottile, quasi trasparente, degli schizzi che già sanno di essere destinati a non durare, quella dei giornali, così quotidiana che avvolge i nostri traslochi, quella patinata che rende desiderabile qualsiasi cosa ci sia stampata su, quella ruvida e grigia dei tascabili economici che apetta un segno di matita, quella da acquarello che vive d'acqua...

Di qualunque tipo si tratti, a qualunque ricordo o qualunque gesto la associate, la carta segna un inizio. Sempre.



venerdì 31 agosto 2012

Lisa Eldridge's paper make up

Lisa Eldridge is one of the make-up artists I love the most. Not only because of her unquestionable talent but also for her being such an elegant woman, of lovely manner, rare good taste and with a true passion for her work and women beauty.

Her latest work, published on Dansk Magazine, speaks of irony and cleverness too: paper make up!

How can I not share these pictures with you?



Zoe Bradley, London designer, began her career approaching the world of fashion and fashion designers like Alexander McQueen, creating unique pieces for fashion shows, scenery items and spectacular installations. In 2005, launched her first collection of accessories and objects that can be found in wordwide shop windows and fits names like Tiffany, Louis Vuitton and Louboutin in London, Dublin, Hong Kong and New York.

Zoe Bradley, designer londinese, comincia la sua carriera accostandosi al mondo della moda e a grandi stilisti come Alexander Mc Queen, realizzando pezzi unici per le sfilate, accessori di scena e installazioni scenografiche. Nel 2005 lancia la sua prima collezione di accessori e oggetti d'arte che si ritrovano nelle vetrine e negli allestimenti di nomi come Tiffany, Louboutin o Louis Vuitton a Londra, Dublino, Hong Kong e New York.

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