La sposa non porta la borsa. Ma avete previsto un cambio d'abito e un ricevimento serale? Oppure una festa a tema vintage?

Se siete alla ricerca di una soluzione elegante per portare con voi lo stretto indispensabile senza riempire la borsa della vostra migliore amica, le vostre nonne (o bisnonne) hanno la soluzione che fa per voi.

Rossetto, blush (ma allora lo si chiamava rouge), cipria, pettine, sigarette, accendino e un fazzoletto, chiusi in un piccolissimo scrigno: i vanity compact. A dire il vero, spesso prevedevano anche un gettone per una telefonata ma temo dovrete rinunciare ad infilarvi dentro un cellulare.

I primi modelli fanno la loro comparsa in America agli inizi del 900 per accompagnare le signore alle serate danzanti sotto forma di geometriche borsette rigide in argento con lunghe frange metalliche o nappe di seta e si portano al polso con una catenella o fermati alla cintura.

Poco dopo, l'argento fa posto al metallo placcato o allo sterling, riducendo costi e peso, e se le dimensioni rimangono ridotte, le forme esplodono in un fiorire di brevetti. Le decorazioni esterne si rifanno ai soggetti più alla moda, si introducono colore, finte pietre e pochette di velluto.

Negli anni tra il 20 e il 30, gioiellieri come Van Cleef & Arpels, Tiffany e Cartier produrranno modelli di assoluto lusso, spesso su misura, con smalti, pietre preziose e riferimenti esotici.

Mentre Evans, Elgin e molte case cosmetiche emergenti sperimentano nuove soluzioni, sempre più pratiche e di appeal, aprendo di fatto la strada ai concetti di brand e di marketing, compaiono i primi motivi e pattern "aziendali". Non più solo decorazioni, gazzelle, profili di donna e altre shillouette vanno a firmare e rendere immediatamente riconoscibili, quelli che si avviano a diventare veri e propri packaging (prima di allora, spesso il prodotto veniva comprato "sfuso", semplicemente avvolto dentro a della carta e sistemato dentro al proprio porta rossetto o porta polveri).

Alle versioni in metallo si affiancano presto anche quelle in bachelite e altre plastiche da poco messe in produzione, ad effetto tartaruga o colorate in pasta. Alcuni modelli cominciano a compensare il declino della novità e della praticità aumentando la valenza affettiva, alloggiando tra make up e sigarette, carillon e orologi.

Così fino agli anni 50, poi, anche a causa del numero sempre più elevato di cosmetici utilizzati quotidianamente, dei nuovi pack usa e getta, delle mode sempre più variabili, le minaudiere (e la loro eleganza) scompaiono.

Ma se li cercate (oltre che nel baule della bisnonna) su ebay, etsy o negozi di antiquariato on line, troverete il vostro piccolo gioiello speciale.

Per chi volesse approfondire.. una risorsa su tutte: http://collectingvintagecompacts.blogspot.it

Buona caccia!



mercoledì 18 febbraio 2015

Lisa Eldrige make up

Lisa Eldrige è una delle migliori make up artist che io abbia avuto modo di apprezzare. Gentilezza, eleganza e leggerezza fanno di lei un vero esempio.

Maestria a parte nel correggere i difetti, il risultato finale secondo me è davvero ideale per una giovane sposa in cerca di un look semplice e luminoso ma di grande effetto. Che ne dite?



giovedì 18 ottobre 2012

Dolce e Gabbana - Una sposa retrò?

Sì, lo so, molte di voi non saranno dello stesso parere e le foto potrebbero pure sembrare un po' blasfeme, ma sorvolate sulla location, il nudo e pure la Bellucci...

Questi due splendidi abiti di - non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo - Dolce e Gabbana riescono ad essere nostagici e moderni allo stesso tempo. Pittorici ed eterei, sembrano qualcosa che potremmo trovare nascosto in un baule siciliano di un passato non troppo remoto. Forse non ne abbiamo un ricordo preciso ma la riconosciamo comunque come nostro per istinto, per averlo intravisto nelle foto dei nostri genitori e nei film italiani in bianco e nero...

Non vi sembreranno abbastanza formali per l'occasione, ma immaginateli indossati da una sposa, un piccolo bouquet di fiori d'arancio e un velo di famiglia sui capelli...

Indispensabile una chiesa barocca, persino un po' cupa, ma con un sole maestoso ad aspettarvi all'esterno!



venerdì 03 febbraio 2012

Jenny Packham - Collezione sposa 2012

Eteree come sempre le spose di Jenny Packham, in questa collezione hanno però un cipiglio un po' guerriero nei ricami che si fanno più fitti ed elaborati nel disegnare giustacuori e fragili spallaci da armatura...

Asimmetrico invece il modello dedicato a chi vuole sentirsi una dea.



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