giovedì 20 febbraio 2020

The World's favourite colour project

World's Favourite Colour from G . F Smith on Vimeo.

Which is your favorite colour?
Can you tell why?

The World’s Favourite Colour Project is a world-wide investigation of the psychology of colour. The study is conducted by Colorplan and published by G.F Smith.

In 2017 a large group of people participated in a survey to assess what the most favoured colours would be. Do men have a different taste in colour compared to women? Is the preferred colour in Australia different from Japan? Do people from the Nordic countries prefer warm tones during a long and cold winter?

Have a look at the video..
I will talk about this project and my personal considerations in the next couple of posts

Enjoy!

The World's favourite colour project - method
The World's favourite colour project - results
The World's favourite colour project - applications



sabato 15 febbraio 2020

Ancora una volta.. Io sono Febbraio

L'ho detto ancora, con Febbraio ho un legame particolare. E' chiacchiere, bugie e maschere che sono dolci ma anche parole. Coriandoli e cielo terso, effimeri e irrequieti e incostanti. Cuori e vento che scompiglia i capelli, i ricordi, i pensieri, che strappa via tutto quello che non è necessario, anche quando credi che lo sia. Fiori fragili e caparbi. Freddo rosa cipria e profumo verde di mandorla.

Ogni Febbraio è una piccola rinascita, un nuovo punto di partenza. Sono successe molte cose. Non tutte belle. Adesso sono pronta a tornare. E' questa la novità.

A presto.



giovedì 05 gennaio 2017

Albero genealogico

Inauguro il 2017 pubblicando un lavoro che ho amato molto. Un nuovo albero genealogico, in uno stile completamente differente da quello precedente. Carta di pregio, matite, chine, acrilici, pennelli, pennini, bulini, brunitoi e tante ore di lavoro per un dono unico. Calligrafia, splendida come sempre, di Ketty Agnesani.

Devo confessare che per me è sempre difficile separarmi da un originale, ma in questo caso, ringrazio con molto affetto le persone che lo custodiranno nella loro casa. E' stato un vero piacere conoscerli e un onore aver potuto contribuire a realizzare un dono così intimo e prezioso.



La sposa non porta la borsa. Ma avete previsto un cambio d'abito e un ricevimento serale? Oppure una festa a tema vintage?

Se siete alla ricerca di una soluzione elegante per portare con voi lo stretto indispensabile senza riempire la borsa della vostra migliore amica, le vostre nonne (o bisnonne) hanno la soluzione che fa per voi.

Rossetto, blush (ma allora lo si chiamava rouge), cipria, pettine, sigarette, accendino e un fazzoletto, chiusi in un piccolissimo scrigno: i vanity compact. A dire il vero, spesso prevedevano anche un gettone per una telefonata ma temo dovrete rinunciare ad infilarvi dentro un cellulare.

I primi modelli fanno la loro comparsa in America agli inizi del 900 per accompagnare le signore alle serate danzanti sotto forma di geometriche borsette rigide in argento con lunghe frange metalliche o nappe di seta e si portano al polso con una catenella o fermati alla cintura.

Poco dopo, l'argento fa posto al metallo placcato o allo sterling, riducendo costi e peso, e se le dimensioni rimangono ridotte, le forme esplodono in un fiorire di brevetti. Le decorazioni esterne si rifanno ai soggetti più alla moda, si introducono colore, finte pietre e pochette di velluto.

Negli anni tra il 20 e il 30, gioiellieri come Van Cleef & Arpels, Tiffany e Cartier produrranno modelli di assoluto lusso, spesso su misura, con smalti, pietre preziose e riferimenti esotici.

Mentre Evans, Elgin e molte case cosmetiche emergenti sperimentano nuove soluzioni, sempre più pratiche e di appeal, aprendo di fatto la strada ai concetti di brand e di marketing, compaiono i primi motivi e pattern "aziendali". Non più solo decorazioni, gazzelle, profili di donna e altre shillouette vanno a firmare e rendere immediatamente riconoscibili, quelli che si avviano a diventare veri e propri packaging (prima di allora, spesso il prodotto veniva comprato "sfuso", semplicemente avvolto dentro a della carta e sistemato dentro al proprio porta rossetto o porta polveri).

Alle versioni in metallo si affiancano presto anche quelle in bachelite e altre plastiche da poco messe in produzione, ad effetto tartaruga o colorate in pasta. Alcuni modelli cominciano a compensare il declino della novità e della praticità aumentando la valenza affettiva, alloggiando tra make up e sigarette, carillon e orologi.

Così fino agli anni 50, poi, anche a causa del numero sempre più elevato di cosmetici utilizzati quotidianamente, dei nuovi pack usa e getta, delle mode sempre più variabili, le minaudiere (e la loro eleganza) scompaiono.

Ma se li cercate (oltre che nel baule della bisnonna) su ebay, etsy o negozi di antiquariato on line, troverete il vostro piccolo gioiello speciale.

Per chi volesse approfondire.. una risorsa su tutte: http://collectingvintagecompacts.blogspot.it

Buona caccia!



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