Carta e colore condividono tratti del proprio destino, non solo per essere spesso l'una il supporto dell'altro ma, sopratutto, per essersi trasformati da materie preziose, le cui ricette e metodologie di produzione erano coperte da segreto ed oggetto di continua ricerca, a presenze quotidiane e sovrabbondanti, declinati in un numero infinito di tonalità e finiture.

La forma attuale della carta, come risultato della lavorazione della cellulosa, compare solo molto tempo dopo la sua invenzione, succede alla sua produzione industriale ed è relativamente recente. Se le prime macchine per la produzione della carta infatti compaiono alla fine del 700, è solo dal 1840 che si afferma il metodo di estrazione della fibra dalla pasta di legno - largamente reperibile. Fino ad allora si utilizzavano fibre tessili derivanti dagli scarti di varie lavorazioni.

Una nuova forma di nostalgia, dopo l'assidua ricerca della superficie più lisca e più bianca, si ispira ora ai segni delle lavorazioni a mano, mentre la ricerca di sempre nuovi campi di applicazione si ispira alla pelle, ai tessuti e ai metalli, per sconfinare sulle pareti, nelle installazioni, nelle vetrine e nelle architetture...


PUBBLICATO DA: nagajna

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Per un bambino è un gioco, per un artista o un progettista il luogo dove appuntare le proprie idee, per uno scrittore un vuoto da riempire.

Per tutti, anche se in modo diverso e con profondità variabili, uno specchio opaco che raccoglie i nostri pensieri - parole o immagini che siano - permettendoci di guardarli dal di fuori, di capirli meglio, di scegliere se conservarli oppure allontanarli definitivamente, appalottolandoli e gettandoli via. Anche quando si tratta della lista della spesa.

C'è la carta sottile, quasi trasparente, degli schizzi che già sanno di essere destinati a non durare, quella dei giornali, così quotidiana che avvolge i nostri traslochi, quella patinata che rende desiderabile qualsiasi cosa ci sia stampata su, quella ruvida e grigia dei tascabili economici che apetta un segno di matita, quella da acquarello che vive d'acqua...

Di qualunque tipo si tratti, a qualunque ricordo o qualunque gesto la associate, la carta segna un inizio. Sempre.



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