There is an other step in this search... Now that is clear that the world's favorite color sits in the middle of bluish greens, G:F.Smith decided not to pick the more voted one but to write an other algorithm to have a color that summarize a wider range of preference. A sort of avarage, applied to color.

This is how “marrs green” is born.
A more than vivid/saturated green with a lot of blue in it. A completely unnatural color.

Of course all this work had a commercial purpose, that included not only finding the new perfect shade to be added to Colorplan paper collecion, but also to arise interest around it.

The results were presented through 6 outdoor installations and an exhibition.

Some popular brand were asked to made product in this exact shade and the capsule collection sold in an all-marrs-green temporary shop. A detailed report book has been pubblished and presented in many paper, graphic, design related places.
Here in Milan, at Paper and People amazing showroom.

All this survey makes clear that is possibile to work on more accurated, more relevant data that the one that cames from simple polls. Knowing peopole preferences opens to many other marketing related operations. Each brand identify itself (and its target) with some key words. If you know which color is commonly associated with each one of them, you can veicolate them by using the “right” color and build a cohrent visual communication or corporate image, that can immediatly be recognized in a unconcious but (statistically) effective way with very little space left for misunderstanding.



Carta e colore condividono tratti del proprio destino, non solo per essere spesso l'una il supporto dell'altro ma, sopratutto, per essersi trasformati da materie preziose, le cui ricette e metodologie di produzione erano coperte da segreto ed oggetto di continua ricerca, a presenze quotidiane e sovrabbondanti, declinati in un numero infinito di tonalità e finiture.

La forma attuale della carta, come risultato della lavorazione della cellulosa, compare solo molto tempo dopo la sua invenzione, succede alla sua produzione industriale ed è relativamente recente. Se le prime macchine per la produzione della carta infatti compaiono alla fine del 700, è solo dal 1840 che si afferma il metodo di estrazione della fibra dalla pasta di legno - largamente reperibile. Fino ad allora si utilizzavano fibre tessili derivanti dagli scarti di varie lavorazioni.

Una nuova forma di nostalgia, dopo l'assidua ricerca della superficie più lisca e più bianca, si ispira ora ai segni delle lavorazioni a mano, mentre la ricerca di sempre nuovi campi di applicazione si ispira alla pelle, ai tessuti e ai metalli, per sconfinare sulle pareti, nelle installazioni, nelle vetrine e nelle architetture...


PUBBLICATO DA: nagajna

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Per un bambino è un gioco, per un artista o un progettista il luogo dove appuntare le proprie idee, per uno scrittore un vuoto da riempire.

Per tutti, anche se in modo diverso e con profondità variabili, uno specchio opaco che raccoglie i nostri pensieri - parole o immagini che siano - permettendoci di guardarli dal di fuori, di capirli meglio, di scegliere se conservarli oppure allontanarli definitivamente, appalottolandoli e gettandoli via. Anche quando si tratta della lista della spesa.

C'è la carta sottile, quasi trasparente, degli schizzi che già sanno di essere destinati a non durare, quella dei giornali, così quotidiana che avvolge i nostri traslochi, quella patinata che rende desiderabile qualsiasi cosa ci sia stampata su, quella ruvida e grigia dei tascabili economici che apetta un segno di matita, quella da acquarello che vive d'acqua...

Di qualunque tipo si tratti, a qualunque ricordo o qualunque gesto la associate, la carta segna un inizio. Sempre.



Se volete dare un ultimo tocco alla vostra torta o aggiungere dolcezza ad un occasione speciale, questi lecca lecca di carta potrebbero esservi utili.

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